SARAJEVO, MON AMOUR e il Festival Opera Prima, nelle parole di Fernando Marchiori per Ateatro.

Un estratto:

"Lui serbo, lei musulmana, furono uccisi dai cecchini (non si è mai saputo di quale parte) mentre cercavano di attraversare il ponte di Vrbanja per scappare dalla capitale bosniaca dilaniata dalla guerra civile. Era il 19 maggio del 1993. Sarajevo era già sotto assedio da un anno (sarebbe durato, nell’indifferenza dell’Europa, fino al 1996: 1425 giorni) e la pulizia etnica incrociata non poteva tollerare la relazione dei due giovani. Violenze, sopraffazioni, rese dei conti, doppi giochi per arricchirsi sulla pelle di una popolazione ridotta alla fame. Admira e Boško se andavano da Sarajevo «non per paura di morire, ma per paura di abituarsi a tutto questo». Lui cadde per primo. Lei, ferita, si trascinò accanto a lui abbracciandolo e si lasciò morire. I loro corpi rimasero sulla terra di nessuno per otto giorni, finché un cessate il fuoco non permise il recupero delle salme. Canzoni e poesie hanno tramandato la loro storia, e ora questo spettacolo che onestamente ne ricostruisce le ultime drammatiche fasi."

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Foto di Antonella Calisi.