Liberi di salvare è una performance itinerante sul tema del salvataggio dei migranti in mare che quest'estate, dal 26 luglio a fine agosto, ha girato l'Italia da Venezia a Lampedusa.
Con l'obiettivo di sensibilizzare al tema e donare a Mediterranea Saving Humans.

In un mese i due artisti, Innocenzo Capriuoli e Arianna Favaretto Cortese, hanno raccolto esperienze e testimonianze di un'Italia che è in grado di amare ed odiare, capace di lasciar morire persone in mare, ma anche di un grande senso di umanità condivisa.

Venerdì 11 ottobre, gli artisti racconteranno del loro viaggio, della performance, di ciò che hanno visto e imparato portando per strada il messaggio "salvare è un imperativo primordiale".

LA PERFORMANCE
La performance Liberi di salvare veniva eseguita da un performer all’interno di un contesto che rimandava allo scenario del salvataggio.

Nell’atto artistico il performer entra in relazione con un salvagente circolare operando vari tentativi di salvataggio, si scontra quindi con l’impossibilità di portarlo al termine dovendo per cui interagire con l'unica realtà che rimane: il vuoto.

Durante l’atto performativo erano esposti due giubbotti salvagenti, su cui era possibile apporre una firma come simbolo concreto di appoggio al lavoro delle navi impegnate nel salvataggio in mare; tali salvagenti, poi, sono stati consegnati come opera d’arte alla barca Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, all’epoca sotto sequestro nel porto di Licata.

Oltre alle firme, durante la performance, era possibile lasciare una donazione; metà della quale è rimasta agli artisti come supporto per le spese del viaggio, mentre l’altra metà è stata devoluta a Mediterranea Saving Humans, unica associazione non governativa italiana ad operare nel Mediterraneo.
Località attraversate: Venezia, Padova, Ferrara, Bologna, Genova, Pisa, Livorno, Pescara, Foggia, Bari, Lecce, Matera, Napoli, Ischia, Salerno, Palermo.
Destinazione: Lampedusa, dove gli artisti hanno messo le basi per i futuri progetti.

Dopo il racconto di Liberi di salvare ci sarà la testimonianza di Malick, un artista gambiano arrivato in Italia due anni fa e che da allora vive a Palermo. Attraverso le sue foto e i suoi occhi ci racconterà di Ballaró, dell'Italia e di come sia possibile ricostruire la propria identità.

PROGRAMMA:

19:00 aperitivo.

19:30 intervista a Liberi di salvare. Mediatrice Carola Minincleri Colussi. Ospite Alagie Malick.

20:30/21:00 cena etnica con menù speciale per la serata.*

*Parte del ricavato della cena verrá utilizzato a rientrare delle spese sostenute durante il viaggio di Liberi di salvare.
----> è obbligatoria la prenotazione per la cena al numero: 041 5316137.

L'evento è organizzato da Spazio Farma Mestre e sarà ospitato a OPEN Bistrot.

Foto di Luca Bortolato

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