Di noi dicevano "lei è musulmana e lui è ortodosso, lei è bosniaca, lui è serbo”. Per noi eravamo solo tu e io.

Sarajevo, Mon Amour ritorna in scena per la rassegna "Piazze in festa 2021" a Camponogara giovedì 17 giugno alle 21.30.

Si tratta di uno spettacolo di narrazione performativa e multimediale, tra teatro, performance, video e installazioni in streaming, ispirato alla storia dei giovani Boško Brkic e Admira Ismić, "Giulietta e Romeo dei Balcani”, serbo ortodosso lui e bosniaca musulmana lei, che si amarono oltre ogni possibile differenza di identità etnica e religiosa durante l'assedio di Sarajevo iniziato nel 1992, uccisi da un cecchino e morti abbracciati sul ponte di Vrbanja, mentre cercavano di fuggire insieme.

Nasce dalla ricerca sui 1.425 giorni dell'assedio di Sarajevo durante la Guerra dei Balcani, curata da Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi. "Ci volevamo interrogare su che cosa trasformi una società tollerante e multietnica in un teatro dell'odio che genera uno stravolgimento della scala dei valori delle persone”, affermano. "Oltre alla lettura di libri e alla visione di documentari, abbiamo potuto trascorrere due settimane a Sarajevo, nell'estate 2018, visitando i luoghi della guerra, dal War Childrem Museum al Tunnel of hope, e le mostre sulla pulizia etnica e il massacro di Sebrenica, il ponte di Vrbanja, il cimitero del leone... intervistando persone di tutte le etnie (persone che, fino all'inizio della guerra, spesso non avevano la più pallida idea dell'etnia a cui appartenessero) sulla loro esperienza di assediati. Abbiamo scelto di raccontare l'odio attraverso una storia d'amore, quella tra Bosko Brkic e Admira Ismic, protagonisti dello spettacolo conosciuti come "Giulietta e Romeo dei Balcani", innamorati di etnie e provenienze geografiche differenti, che morirono abbracciati, uccisi da un cecchino sul ponte di Vrbanja mentre cercavano di fuggire insieme da Sarajevo".

Il linguaggio interagisce in modo consapevolmente "sporco" con i suoni ambientali e con la tecnologia, ispirandosi alla fotografia e alla narrazione bellica, che tendeva a focalizzarsi sul soggetto e ad escludere il contesto per raccontare i fatti in modo parziale e manipolativo, per svelare concretamente la forza della comunicazione mass mediatica e propagandistica.

Con Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi, testi di Gianmarco Busetto, ricerca drammaturgica e regia Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi, regia tecnica Marco Duse con il supporto di Pietro Zotti, supporto all'interpretazione Elena Friso, progetto grafico Marina Renzi, produzione Farmacia Zooè 2020. Progetto realizzato con il sostegno di Teatro del Lemming, Rovigo, In Metamorfosi. Residenze per la ricerca teatrale 2019, Estro Teatro, Trento, Fantasio Festival Internazionale di Regia teatrale 2019, Festival Operaprima, Rovigo 2020, Assessorato alla Cultura del Comune di Zero Branco – Auditorium Villa Guidini.

Ingresso gratuito con prenotazione via mail luana.zuin@comune.camponoagara.ve.it.

Per chi non potrà esserci a Camponogara, è in via di definizione una data a Padova i primi di luglio. Visitate il nostro sito e le nostre pagine social per restare aggiornati.

Foto di Loris Slaviero