Mentre "9841/Rukeli" si dirige verso la tripla cifra di repliche, Farmacia Zooè pensa alla nuova produzione, “Sarajevo, non amour”. Interessante esperimento di co-regia di Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi, entrambi in scena, con la regia tecnica di Marco Duse e il supporto di Pietro Zotti, mescola i linguaggi e gli stili dei due registi, l’uno legato alle storie, alla narrazione performativa e all’interazione con la tecnologia, l’altro più vocato alle immagini, alla regia e allo studio dei personaggi, il testo - di Gianmarco Busetto - narra la storia di Boško Brkic e Admira Ismic, serbo ortodosso e bosniaca musulmana innamorati durante l’assedio fratricida di Sarajevo, prendendo in esame gli eventi della Guerra dei Balcani avvenuti tra il 1992 e il 1993.
“E’ la nostra risposta allo sdoganamento dell’odio da parte di alcuni politici e all’alimentazione dello spirito nazionalista attraverso la propaganda”, afferma Gianmarco Busetto. “Raccontiamo di nuovo una storia di ieri per parlare di oggi, qui. All’inizio chiamavamo la ricerca “Sarajevo, Italia”". Lo spettacolo torna all’uso della seconda persona civile che Busetto aveva già proposto in “9841/Rukeli”. “Sentiamo che in “Sarajevo, non amour”, dare del tu non è più unicamente legato all’effetto d’immedesimazione con i personaggi e con la storia proposto al pubblico”, conferma Carola Minincleri Colussi, ma si amplifica e si fa apertura della comunicazione con il campo di memoria che Bosko e Admira riaprono. Una memoria che sentiamo pronta a essere raccontata."

Dopo due primi studi tenutisi nel mese di novembre al Teatro di Villazzano a Trento e al Teatro Studio di Rovigo, con il sostegno di Estro Teatro e Teatro del Lemming, lo spettacolo debutterà tra maggio e giugno 2020.
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