Che cos'ha valore per me? Che cosa mi fa arrabbiare? Chi, e perché, mi sento di ringraziare?

A partire da queste semplici domande e da impressioni nate dall'osservazione delle piccole cose del quotidiano, Babacar, Fadya, Iulia, Marufa, Mbaye, Rima, Rhitu, Rose, Trishna e Zamir hanno scritto e raccontato ad un teatro Kolbe strapieno, ieri sera, a Mestre, le loro storie, tessute insieme in “Canto alla Città”, reading performativo a cura di Gianmarco Busetto e Carola Minincleri, con la regia tecnica di Marco Duse e gli interventi del tenore Mattia Pozzobon, evento promosso dal Servizio Immigrazione e Promozione dei Diritti di Cittadinanza e dell’Asilo del Comune di Venezia al termine del progetto F.A.M.I EduCittà. Educazione civica e italiano in prossimità.

Pubblichiamo alcuni commenti raccolti all’uscita del teatro, preparandoci alla già attesissima replica!

"Ieri sera ai teatro Kolbe era tutto esaurito e si è visto uno spettacolo di effettiva integrazione culturale. Si sono viste persone di culture diverse che ringraziavano di essere accolte e si sono viste persone che ringraziavano di accogliere, è stato uno scambio meraviglioso. È stata la prova che l'integrazione è già una realtà, una realtà che può arricchire."

Giovanni, 42 anni

"Ieri sera, nel Canto alla Città, ho visto il futuro: un futuro collettivo e condiviso, fatto di tante lingue tutte universali, unite dal sudore, le lacrime, la gioia. C'è una sola cosa che possiamo davvero essere: umani."

Marco, 39 anni

"Canto alla città ha ricordato a tutti i presenti che la paura del diverso ci rende meno umani e che il futuro ha bisogno della nostra umanità."

Patrizia, 38 anni

"C'era la fila fuori da quel teatro, poco prima dell'inizio. Pareva un evento imperdibile. E lo è stato. Dentro, mescolato alla voce di un tenore, tra parole dense e intense, la magia del baratto culturale ha preso vita, attraverso l'arte del teatro. Ho sentito aria nuova, ho visto finestre spalancate dalle quali si affacciavano visi e mondi differenti. E saltavano fuori, per le vie di questa città, Mestre, che profuma di futuro, di mescolanze, di scambi e di rivoluzione. Da dentro."

Marco, 35 anni

"Ieri ho avuto il piacere di partecipare a questa emozionante iniziativa al teatro Kolbe insieme a persone di varie culture e un pubblico numerosissimo unite da un’interesse e desiderio in comune: l’integrazione."

Silvia, 48 anni

"E' stato come vivere in piccolo quello che mi piacerebbe vivessimo tutti nella nostra città: amore, curiosità e disponibilità per ciò che sembra così diverso da eppure non lo è. Le persone sono sempre una risorsa di ricchezza inestimabile, se poi portano con loro anche un sapere diverso dal mio allora vanno accolte e valorizzate a maggior ragione. Ieri al Kolbe ho vissuto tutto questo.

Martina, 32 anni

"Quando abbiamo pensato ad una conclusione del progetto Educittà, è nata anche l'idea, oltre al Convegno che parla alla mente, alla razionalità, ai contenuti delle azioni, di presentare qualcosa che parlasse al cuore. Sentimenti ed emozioni che hanno a che fare con l'apprendimento, ma anche con la nuova lingua, con le possibilità che offre di espressione e di comunicazione.Da qui l'opportunità di coinvolgere quelli che più hanno vissuto questo percorso e che si sentivano pronti ad esprimersi, attraverso le parole e l'arte. Mi pare che l'evento "Canto alla città" abbia trasmesso proprio questo: sentimenti, consapevolezza, forza, serenità. E li ha trasmessi così bene, che tutti ce ne siamo andati sicuramente scossi. Colpiti, specie nelle parti in cui i "testimoni" raccontavano di sé, dalla capacità di espressione, dalla vicinanza, dalla coralità. Una serata che si non si dimentica, nella sua irripetibilità del "qui e ora", dei silenzi, dei tempi, dei suoni. Ci ricorderemo delle vie di Damasco e di piazzale Roma ghiacciata, del saluto al padre, della riconoscenza e delle  paure, della famiglia sempre presente, dei ritardi degli autobus e... delle parole a cui spiccano le ali."

Gianfranco Bonesso

La foto di questo articolo ci è stata fornita da uno spettatore, ringraziamo Luca Colussi.