Il Comune di Venezia - Direzione Coesione Sociale, Servizi alla Persona e Benessere di Comunità, Servizio Immigrazione e Promozione dei Diritti di Cittadinanza e dell’Asilo presentano “Canto alla città”, il primo evento conclusivo del progetto F.A.M.I EduCittà. Educazione civica e italiano in prossimità, a cura di Gianmarco Busetto e Carola Minincleri con la partecipazione di Marco Duse e Mattia Pozzobon, giovedì 12 aprile 2018 alle ore 19.00 al teatro Kolbe di Mestre.

José Saramago afferma che la lingua sceglie probabilmente gli scrittori che le sono necessari, e li impiega per esprimere un pezzo della realtà. Ngugi Wa Thiong’o ritiene che scrivere nella lingua dell’altro può compromettere la componente emotiva e ideologica di chi scriveed. Edouard Glissant crede che scrivere nella lingua dell’altro può essere visto come un modo per spezzare le barriere e creare un nuovo codice espressivo nel quale diverse culture possono incontrarsi e cambiare scambiandosi.
È quello che hanno incominciato a fare Babacar, Fadya, Iulia, Marufa, Mbaye, Rima, Rhitu, Rose, Trishna e Zamir, che saranno protagonisti sul palco del teatro Kolbe, sulla strada tracciata dal grande scrittore algerino naturalizzato italiano Tahar Lamri (Algeri, 1958), arrivato in Italia nel 1986 dopo aver vissuto in Francia e in altri Paesi europei, autore del best seller “I sessanta nomi dell'amore”.

Il reading è il primo evento conclusivo del progetto F.A.M.I EduCittà. Educazione civica e italiano in prossimità, un percorso articolato, dove il gruppo ha avuto l'occasione di apprendere la lingua italiana non solo come strumento di integrazione, ma anche come espressione di sé e crescita. Il testo cuce insieme brevi testi poetici, impressioni nate a partire dall'osservazione delle piccole cose del quotidiano e riflessioni sorte rispondendo a tre semplici domande: che cos'ha valore per me? Che cosa mi fa arrabbiare? Qui, oggi, per che cosa mi sento di ringraziare?

Se ci mettiamo in ascolto è semplice sentire come emozioni, fatiche e sogni si somiglino in molte culture. Se ci mettiamo in ascolto forse smettiamo di avere paura, di pensare di conoscerci, e di perderci il meglio gli uni degli altri. E se il futuro dell'integrazione si giocasse proprio ora, qui, dove gli immigrati smettono di essere una nebbia oscura e divengono voci e persone? E se avesse ragione Lamri, e tra queste persone si rinvenisse un particolare talento nel cambiare il proprio punto di vista, il talento affinato “per sopravvivere durante i viaggi tra culture diverse”, non potrebbe tale competenza essere messa a servizio dell'integrazione? Non potrebbero forse svolgere un ruolo essenziale, i migranti, nel mettere in moto i processi dell'integrazione?

Ogni possibile risposta inizia da un ascolto.
Per informazioni: Servizio Immigrazione 041/2749669 - info@farmaciazooe.com
Teatro Kolbe, via Aleardi 156, Mestre (Venezia)