Il 13 maggio scorso, 108 tra attori, ballerini e musicisti, coordinati dalla coreografa Laura Boato, hanno dato vita alla passeggiata urbana performativa “Margh'era”, che più di 600 persone hanno seguito con silenziosa partecipazione, rivivendo la storia di Porto Marghera. Tra questi anche Gianmarco Busetto, Carola Minincleri Colussi di Farmacia Zooè, e Innocenzo Capriuoli e Marco De Rossi di Spazio Farma. Partito dall'incrocio tra via Righi e via dei Petroli a Marghera, artisti e pubblico hanno camminato per oltre un chilometro tra i silos del petrolchimico e le rotaie abbandonate. Dal Manifesto del Futurismo a una telefonata dal futuro in cui si immagina una riqualificazione culturale degli spazi industriali, accompagnati da performance di danza e musica.

Ecco alcuni dei commenti raccolti dal pubblico:
"Ho un momento nella pelle. Quello in cui la mia voce fa ritorno alle mie orecchie rimbalzando sulle grandi anime di metallo di una contemporaneità che coinvolge tutti. Come se quel luogo rispondesse. Come se tutto ci chiedesse di alzare la voce, la testa; innalzare il cuore verso qualcosa più alto di tutti noi. Ho pianto mentre leggevo, ho guardato negli occhi tutti quelli che mi stavano davanti, consegnando parole che sono storia, vita e morte della nostra civiltà. Onorato di aver fatto parte delle voci, dei corpi, delle luci e dei pensieri di un evento che apre il cuore. Un evento che è stato amore e rabbia insieme”. (Marco, 39 anni)

"Grazie

Perché riporti l’arte e la danza alla sua funzione,

perché Margh’Era ha toccato corde intime,

perché ce n’è bisogno,

perché si sa quanto duro lavoro appassionato c’è dietro ad un evento che è arrivato dritto alla pancia,

perché la Natura ha urlato, con le anime scombussolate dalle parole e dalle immagini,

grazie a tutti gli artisti, e a te specialmente per aver condotto la barca"(Laura, 45 anni)

 

"Ti sono infinitamente grata per avermi fatto vivere la giornata di ieri.
Sto facendo la strada a piedi, e se non avessi l'ombrello, le gocce di pioggia si confonderebbero con le lacrime.
Continuo a sentire dentro tutto quanto con una forza enorme. Ieri mi sono sentita viva, il cielo era lì per noi, l'energia di ogni singola persona era lì per noi. Non sentivo i confini tra le persone, non sentivo i confini che separano la strada dalle nuvole, dai fulmini, dagli uomini o dalle fabbriche..
E mettici anche la stanchezza, la rabbia, l'essere inzuppati fin dentro le ossa, la ruota bucata, le scottature del sole e la cena tardi... Mettici quello che vuoi, ma anche questo ci ha reso vivi.
Sono grata di essermi sentita parte di qualcosa di così grande. Così grande, che mi ha ricordato quanto siano inutili le ansie per le piccole cose, quanto sia inutile preoccuparsi per problemi che esistono solo nella nostra testa, quanto sia stupido guardarsi i piedi e lamentarsi delle scarpe scomode, dei sassolini e delle pozzanghere, quando invece, per ritrovarsi, basterebbe guardare in alto, o negli occhi della gente, o semplicemente girare la testa per osservare quante anime camminano al nostro fianco, smettendola di preoccuparci così tanto per tutto ciò che, stando alle nostre spalle o troppi passi davanti a noi, non fa parte del presente.
Oggi siamo stanchi, stanchi ma felici, stanchi ma comunque insieme, stanchi ma irrimediabilmente vivi"(Meri, 40 anni)
"Il viaggio attraverso il tempo di ieri è stato bellissimo, mi ha fatto sorridere, pensare, sognare e anche piangere. Sono sicura che papà avrebbe amato un modo così creativo, originale e soprattutto comprensibile a tutti di raccontare Marghera.
Grazie a te che sai far succedere le cose, grazie a tutti voi di averlo ricordato.

(Beatrice, 35 anni)